La Via delle Taverne
83042 Atripalda (AV), Traversa III Appia 7, Via Teodoro Mommsen, 11 ex Via Appia 3a traversa,7
tel: 0825 622564
Ad Atripalda, poco distante dal Capoluogo irpino, Avellino, un ristorante fuori dal comune propone i piatti della cucina borbonica, fra nobili suggestioni e accostamenti popolari.
Un viaggio attraverso antichi locali tipici? Affatto. Un sogno realizzato, come spiega ai suoi ospiti Francesco Pedace, patron del Ristorante La Via delle Taverne.
Francesco, napoletano di nascita e profondamente convinto che la cultura di Napoli impronti di sé non solo la città, ma in senso lato l’intera Campania, ha ricreato nel suo locale alcune delle antiche taverne partenopee, luoghi di ritrovo prima che di ristoro. Circa 50 posti a sedere, suddivisi in spazi pensati ciascuno come la rievocazione di uno dei locali storici di Napoli, dove nell’800 nobili, poeti e sfaccendati si recavano alla ricerca dell’ispirazione o per godere in pace del piacere di una tavola genuina e gustosa. Lo spunto giunge dalle descrizioni di poeti e scrittori (Di Giacomo, Del Tufo, Cerlone, Dumas…), i piatti sono quelli descritti nelle opere del Corrado o del Cavalcanti. Furono questi i primi recensori di una cucina che, nata alla corte dei Borboni, grazie alle suggestioni dei “monzù” che dirigevano le reali cucine, accolse ben presto le gustose contaminazioni popolari dando origine a pietanze che hanno fatto la storia della gastronomia partenopea. La cuoca Rosaria Canò cucina con passione ingredienti sempre freschi, senza il ricorso a basi pronte, ricreando piatti che compongono i menù di carne o di pesce, pensati sempre nel rispetto del ritmo delle stagioni. Sartù di carne, allessi, pasticci, timpalli, zuppe, minestre, fricassé, lacerti, gattò, vengono preparati seguendo rigorosamente le indicazioni degli autori storici, utilizzando ingredienti talvolta dimenticati, nell’intento di coltivare, attraverso l’antico piacere della tavola, lo spirito e l’umanità dell’avventore. Fornitissima e a tema la cantina, qualche concessione alla contemporaneità con prodotti di nicchia e sempre di altissima qualità. Un invito a spostarsi da Napoli per ritrovare, almeno a tavola, una Napoli autentica.

