Il Ministro Zaia presenta il McItaly con il grembiule del McDonald's
Carlo Petrini di Slow Food pone alcune domande alla Mc Donald's e al Ministro Zaia sul nuovo panino McItaly.
«Se c´è mai stato un segno della bancarotta morale del governo di Silvio Berlusconi, è la vista di un grembiule McDonald´s avviluppato attorno alla snella figura del ministro dell´Agricoltura, Luca Zaia, che ha aiutato a lanciare la nuova linea di hamburger "McItaly"».
Ecco servita la prima risposta internazionale al tentativo di «globalizzare il gusto italiano» da parte della sorprendente accoppiata Zaia-McDonald´s. Il patrocinio ufficiale del ministero alla catena di fast food più famosa del mondo, per il lancio della nuova linea di prodotti con solo ingredienti italiani, è addirittura visto da Matthew Fort, editorialista del Guardian, come il più «mostruoso atto di tradimento nazionale», ben peggio di tante altre ombre del governo, minuziosamente elencate nell´articolo in questione.
È vero che l´apertura dello stesso McDonald´s in cui è stata scattata la foto promozionale con Zaia, quello di Piazza di Spagna a Roma, fu una delle cause della nascita di Slow Food, ma io voglio essere meglio disposto di Matthew Fort o di altri, resistere al mio scetticismo e dare una qualche chance al "McItaly".
Dunque apriamo un dibattito. Nella campagna si sottintende che il nuovo hamburger è più buono di quelli "convenzionali", fa parte della nuova strategia degli archi d´oro che mira ad accontentare i gusti nazionali (parlare di "locale" mi sembra però esagerato) e forse tutto questo è già una piccola ammissione sulla vera qualità del prodotto storico, come se avesse un po´ segnato il passo. Forse è così, il "McItaly" è più buono e asseconda il gusto italiano. Resta un dubbio, perché le parole dello slogan «Quando il gusto inconfondibile di McDonald´s incontra gli ingredienti tipici della nostra tradizione» suonano come minimo strane, ma fidiamoci e parliamone perché io voglio chiedere un po´ di cose ai protagonisti.
Prima di tutto a McDonald´s. Non discuto le vostre scelte di marketing, ma vorrei sapere se siete in grado di garantire la qualità delle materie prime di cui usate il nome. Parlo di caratteristiche organolettiche che non hanno nulla a che fare con il «gusto inconfondibile di McDonald´s»; caratteristiche che peggiorano con certi trattamenti, certi trasporti, certe trasformazioni. E, cosa più importante, siete disposti a dichiarare quanto pagate i contadini e gli artigiani che le producono? Perché i prodotti italiani sono già ampiamente presenti nei circuiti della grande distribuzione, ma non è che ne escano tanto bene in termini di redditività. Anzi, sono sviliti, mai storicamente pagati così poco, tanto che in molti casi i contadini non rientrano neanche dai costi di produzione; tanto che i consorzi più grandi, che hanno esasperato quantità e omologazione a scapito di qualità e ricchezza in diversità, disperati, sono quasi costretti ad affidarsi a questi nuovi canali, gli unici in grado di assorbire le eccedenze. Se il McItaly fosse soltanto una nuova via per sfruttare i contadini, pagandoli poco, imponendo un´ulteriore standardizzazione produttiva che non può far altro che impoverire uomini, gusto e tradizione, allora sarebbe una bella presa in giro. Chiediamo soltanto un po´ di trasparenza, per capire meglio: non voglio sapere cifre aggregate, il totale dei soldi che si muoveranno e mai sapremo in che tasche finiranno. Per favore dichiarate a quanto acquistate la materia prima, il prezzo al chilo dei singoli prodotti, così forse avremo un´idea migliore del contributo che state dando all´agricoltura italiana.
Il ministro Zaia, «grato a McDonald´s che si è prestata a questa grande operazione culturale» ha dichiarato che «questo nuovo panino ha grandi ambizioni, a partire da quella di movimentare mille tonnellate di nostri prodotti in un mese per un controvalore di 3,5 miliardi di euro». Non so se movimentare prodotti è ciò che i nostri contadini si aspettano, e avrei consigliato un po´ più di cautela al ministro prima di sposare una causa in cui affida un marchio importante come l´Italia a una multinazionale che fa del proprio marketing un credo, la condizione per la sua proliferazione. Ma fidiamoci anche in questo caso, e discutiamo un po´ sulla speranza di Zaia di «globalizzare il gusto italiano», di far sì che «le nuove generazioni possano così avere una memoria gustativa d´impronta italiana».
Credo che globalizzare un gusto significhi soprattutto omologarlo, fino a impoverirlo o farlo scomparire.Il gusto, come l´identità, ha valore soltanto quando esistono differenze, perché ha valore in funzione delle differenze. Infatti possiamo tranquillamente sostenere che l´identità gustativa italiana non esiste - si metta il cuore in pace chi ha inventato McItaly - perché ci sono centinaia, migliaia di identità italiane diverse. Vivono e sono praticate a tavola in ogni regione, in ogni territorio, in ogni paese, in ogni casa: è questa diversità che ha fatto e potrà far grande in futuro il nostro comparto agro-alimentare. Ho paura che la dichiarata «svolta identitaria» - secondo le parole di Zaia - che l´operazione McItaly porterà all´agricoltura italiana possa rivelarsi né più né meno che una cancellazione d´identità in favore dell´omologazione. Una standardizzazione che va invece verso l´identità di un solo marchio, un brand sovranazionale noto a tutti, con il suo "gusto inconfondibile" che infatti riconosciamo benissimo anche senza dover entrare in un fast food, perché è sufficiente avvicinarcisi, a Roma come a Parigi, a New York come a Shangai. Anche se servono il McItaly, il McGreek, il McLobster o il McHuevo. Del resto, le catene multinazionali di pizzerie ci insegnano bene che pur producendo e vendendo pizza non veicolano nulla di italiano, se non un nome vuoto, alla faccia di chi sa fare buone pizze su tutto il territorio nazionale.
Se il cercare «i modi giusti per avvicinare milioni di ragazzi che frequentano i centri commerciali» si esplicita con questa strategia, temo che qui si stia parlando di una dichiarazione di impotenza, e di scegliere la soluzione più comoda e semplicistica a un problema molto complesso. Voglio almeno sperare che il patrocinio del ministero dell´Agricoltura a quest´iniziativa sia completamente gratuito, perché di fronte al latte pagato 27 centesimi al litro e alle arance anche 6 centesimi al chilo, il veder pagare una multinazionale per promuovere il "gusto italiano" suonerebbe peggio di un insulto ai contadini italiani.
Ma in attesa di risposte e di vedere come andrà a finire (dopo le elezioni regionali ci sarà anche il McVenice?), per il momento fidiamoci rinunciando a pregiudizi e legittimi sospetti.
Carlo Petrini
Fonte: Repubblica
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Il Ministro Zaia presenta il McItaly con il grembiule del McDonald's
Carlo Petrini di Slow Food pone alcune domande alla Mc Donald's e al Ministro Zaia sul nuovo panino McItaly.
«Se c´è mai stato un segno della bancarotta morale del governo di Silvio Berlusconi, è la vista di un grembiule McDonald´s avviluppato attorno alla snella figura del ministro dell´Agricoltura, Luca Zaia, che ha aiutato a lanciare la nuova linea di hamburger "McItaly"».
Ecco servita la prima risposta internazionale al tentativo di «globalizzare il gusto italiano» da parte della sorprendente accoppiata Zaia-McDonald´s. Il patrocinio ufficiale del ministero alla catena di fast food più famosa del mondo, per il lancio della nuova linea di prodotti con solo ingredienti italiani, è addirittura visto da Matthew Fort, editorialista del Guardian, come il più «mostruoso atto di tradimento nazionale», ben peggio di tante altre ombre del governo, minuziosamente elencate nell´articolo in questione.
È vero che l´apertura dello stesso McDonald´s in cui è stata scattata la foto promozionale con Zaia, quello di Piazza di Spagna a Roma, fu una delle cause della nascita di Slow Food, ma io voglio essere meglio disposto di Matthew Fort o di altri, resistere al mio scetticismo e dare una qualche chance al "McItaly".
Dunque apriamo un dibattito. Nella campagna si sottintende che il nuovo hamburger è più buono di quelli "convenzionali", fa parte della nuova strategia degli archi d´oro che mira ad accontentare i gusti nazionali (parlare di "locale" mi sembra però esagerato) e forse tutto questo è già una piccola ammissione sulla vera qualità del prodotto storico, come se avesse un po´ segnato il passo. Forse è così, il "McItaly" è più buono e asseconda il gusto italiano. Resta un dubbio, perché le parole dello slogan «Quando il gusto inconfondibile di McDonald´s incontra gli ingredienti tipici della nostra tradizione» suonano come minimo strane, ma fidiamoci e parliamone perché io voglio chiedere un po´ di cose ai protagonisti.
Prima di tutto a McDonald´s. Non discuto le vostre scelte di marketing, ma vorrei sapere se siete in grado di garantire la qualità delle materie prime di cui usate il nome. Parlo di caratteristiche organolettiche che non hanno nulla a che fare con il «gusto inconfondibile di McDonald´s»; caratteristiche che peggiorano con certi trattamenti, certi trasporti, certe trasformazioni. E, cosa più importante, siete disposti a dichiarare quanto pagate i contadini e gli artigiani che le producono? Perché i prodotti italiani sono già ampiamente presenti nei circuiti della grande distribuzione, ma non è che ne escano tanto bene in termini di redditività. Anzi, sono sviliti, mai storicamente pagati così poco, tanto che in molti casi i contadini non rientrano neanche dai costi di produzione; tanto che i consorzi più grandi, che hanno esasperato quantità e omologazione a scapito di qualità e ricchezza in diversità, disperati, sono quasi costretti ad affidarsi a questi nuovi canali, gli unici in grado di assorbire le eccedenze. Se il McItaly fosse soltanto una nuova via per sfruttare i contadini, pagandoli poco, imponendo un´ulteriore standardizzazione produttiva che non può far altro che impoverire uomini, gusto e tradizione, allora sarebbe una bella presa in giro. Chiediamo soltanto un po´ di trasparenza, per capire meglio: non voglio sapere cifre aggregate, il totale dei soldi che si muoveranno e mai sapremo in che tasche finiranno. Per favore dichiarate a quanto acquistate la materia prima, il prezzo al chilo dei singoli prodotti, così forse avremo un´idea migliore del contributo che state dando all´agricoltura italiana.
Il ministro Zaia, «grato a McDonald´s che si è prestata a questa grande operazione culturale» ha dichiarato che «questo nuovo panino ha grandi ambizioni, a partire da quella di movimentare mille tonnellate di nostri prodotti in un mese per un controvalore di 3,5 miliardi di euro». Non so se movimentare prodotti è ciò che i nostri contadini si aspettano, e avrei consigliato un po´ più di cautela al ministro prima di sposare una causa in cui affida un marchio importante come l´Italia a una multinazionale che fa del proprio marketing un credo, la condizione per la sua proliferazione. Ma fidiamoci anche in questo caso, e discutiamo un po´ sulla speranza di Zaia di «globalizzare il gusto italiano», di far sì che «le nuove generazioni possano così avere una memoria gustativa d´impronta italiana».
Credo che globalizzare un gusto significhi soprattutto omologarlo, fino a impoverirlo o farlo scomparire.Il gusto, come l´identità, ha valore soltanto quando esistono differenze, perché ha valore in funzione delle differenze. Infatti possiamo tranquillamente sostenere che l´identità gustativa italiana non esiste - si metta il cuore in pace chi ha inventato McItaly - perché ci sono centinaia, migliaia di identità italiane diverse. Vivono e sono praticate a tavola in ogni regione, in ogni territorio, in ogni paese, in ogni casa: è questa diversità che ha fatto e potrà far grande in futuro il nostro comparto agro-alimentare. Ho paura che la dichiarata «svolta identitaria» - secondo le parole di Zaia - che l´operazione McItaly porterà all´agricoltura italiana possa rivelarsi né più né meno che una cancellazione d´identità in favore dell´omologazione. Una standardizzazione che va invece verso l´identità di un solo marchio, un brand sovranazionale noto a tutti, con il suo "gusto inconfondibile" che infatti riconosciamo benissimo anche senza dover entrare in un fast food, perché è sufficiente avvicinarcisi, a Roma come a Parigi, a New York come a Shangai. Anche se servono il McItaly, il McGreek, il McLobster o il McHuevo. Del resto, le catene multinazionali di pizzerie ci insegnano bene che pur producendo e vendendo pizza non veicolano nulla di italiano, se non un nome vuoto, alla faccia di chi sa fare buone pizze su tutto il territorio nazionale.
Se il cercare «i modi giusti per avvicinare milioni di ragazzi che frequentano i centri commerciali» si esplicita con questa strategia, temo che qui si stia parlando di una dichiarazione di impotenza, e di scegliere la soluzione più comoda e semplicistica a un problema molto complesso. Voglio almeno sperare che il patrocinio del ministero dell´Agricoltura a quest´iniziativa sia completamente gratuito, perché di fronte al latte pagato 27 centesimi al litro e alle arance anche 6 centesimi al chilo, il veder pagare una multinazionale per promuovere il "gusto italiano" suonerebbe peggio di un insulto ai contadini italiani.
Ma in attesa di risposte e di vedere come andrà a finire (dopo le elezioni regionali ci sarà anche il McVenice?), per il momento fidiamoci rinunciando a pregiudizi e legittimi sospetti.
Ho appena visto ora la pubblicità..Io personalmente mi vergogno un paese che si considera civile e sviluppato possa vedere uno scempio simile senza scendere in piazza..Già in un paese come il nostro una multinazionale che basa il proprio business sul cibo spazzatura (anzi, nella spazzatura magari ci trovo pure di meglio) dovrebbe essere presente sul territorio col contagocce, per quei pochi idioti che pensano davvero di mangiare e nutrirsi con gusto e qualità, pagando per di più un prezzo che è ben superiore a quello, già alto, che pretendono di far pagare per un menu in questi locali..Prendere il McItaly al McDonald's per entrare nel mondo della cucina italiana è come andare in chiesa a messa per diventare cristiani..Il McItaly, di italiano, non ha nemmeno il nome..
MCITALY: ZAIA REPLICA AL TIMES, RIPASSARE LE TABELLINE
Roma, 4 feb. - In una lettera al Times il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia replica ad un articolo che si inserisce nella polemica sul McItaly che da giorni tiene banco su media nazionali e internazionali. "Ho letto la cronaca fedele del suo corrispondente dall'Italia Richard Owen. Non so se come gourmet sia altrettanto qualificato che come giornalista, oppure se il gusto del suo giornalista sia - magari appena appena - influenzato dall'ideologia che sta trascinando la polemica di questi giorni. Come contabile, invece, Owen dovrebbe ripassare le tabelline. Ieri, il panino McItaly ha registrato il 15 per cento del totale delle vendite giornaliere di McDonald's: intorno ai centomila panini consumati. In Italia lo consideriamo un bel successo. Dunque, se de gustibus non disputandum est, contra facta argumenta .
ALIMENTAZIONE. Polemica sul McItaly, Altroconsumo: "Contiene troppe calorie e troppo sale"
A pochi giorni dal suo lancio, il Mc Italy, il panino al 100% italiano venduto da McDonalds, fa già discutere. Altroconsumo critica soprattutto il "singolare" connubio tra il Ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, e "il colosso del cibo spazzatura che vuole convincerci che si è redento ed ha trovato come spalla un rappresentante del nostro Governo". Secondo Altroconsumo l'operazione è molto discutibile. Ed ecco perché: il panino della svolta "italiana" sarebbe fatto con prodotti certificati made in Italy: farina, insalata e carne 100% italiani, formaggio Asiago Dop, crema di carciofi italiani, pane all'olio extravergine d'oliva dei Monti Iblei Dop. Come a dire che "il fast food si trasforma nella summa del mangiar sano". "Peccato che le cose non stiano proprio così - scrive Altroconsumo - Semmai è vero il contrario: le nostre materie prime scendono dal podio della qualità (se mai ci fossero salite) per comporre l'ennesimo panino dal sapore omologato e dalle caratteristiche nutrizionali a dir poco discutibili". Infatti il panino McItaly fornisce ben 715 calorie, ovvero il 36% del fabbisogno quotidiano di una donna. Un pasto completo dovrebbe fornire un terzo, cioè il 33% delle calorie quotidiane. Questo panino è evidentemente troppo calorico. E poi c'è il probloema del sale: il Mc Italy contiene 3,3 grammi di sale, cioè il 66% del fabbisogno quotidiano (l'Oms consiglia max 5 grammi al dì). Da solo, questo panino fornisce più della metà del sale che dovremmo assumere nell'arco di un'intera giornata. E se poi questo panino viene mangiato insieme alle patatine fritte (così è proposto nel Mc menù, alla faccia del "mangiare italiano") il consumo di sale schizza a 4,6 grammi cioè il 92% di ciò che dovremmo assumere giornalmente. "Il vero paradosso? È meglio il Big Mac. Facendo il confronto tra i valori nutrizionali del Mc Italy e del classico Big Mac - scrive Altroconsumo - il panino ministeriale non ne esce vincente. Il Big Mac, infatti, è meno calorico (495 calorie, il 25% del fabbisogno quotidiano) e contiene meno sale (2,3 grammi, ovvero il 46% del fabbisogno quotidiano). Quanto al sapore, permetteteci di dare un parimerito".
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Come scrive Tortora sul Corriere, un pezzo forte della Lega (il ministro Luca Zaia) che difende i panini del McDonald non è certamente cosa di tutti i giorni.
Il futuro governatore veneto ha appoggiato e pubblicizzato il nuovo prodotto della corporation più famosa nel mondo, il McItaly: il nuovo panino fatto solo con prodotti italiani.
La scelta ha scatenato le critiche delGuardian, che con la penna di Matthew Fort (esperto critico culinario anglosassone) si scaglia contro il “mostruoso atto di tradimento nazionale“.
La risposta dalla pianura padana non si è fatta attendere, e per lo meno consola il fatto di vedere coinvolto uno dei pochi presentabili esponenti che il carroccio può vantare. Il contrattacco del ministro non è certo all’acqua di rose: dopo le facile accuse ad una sinistra ormai lontana dai problemi reali (”Stalin è morto, e non ha mai mangiato in un Mcdonald, al contrario di migliaia di ragazzi europei“), Zaia snocciola le ragioni che portano il vecchio difensore dei prodotti tipici italiani (qualcuno si ricorda il celebre “sì alla polenta, no al cous cous“?) a piantare il tricolore (o il sole padano?) sui grassi Big mac.
“L’operazione McItaly porterà ogni mese nelle tasche dei contadini italiani 3.488.000 euro di nuove entrate“, consentendo ai clienti di McDonald’s di "mangiare un panino sano fatto con soli prodotti italiani". Tra gli scopi, il più nobile (ma a mio avviso illusorio) è certamente quello di convincere le persone ad abbandonare i cibi spazzatura e apprezzare maggiormente uno degli ultimi orgogli nazionali non troppo calpestato, la dieta mediterranea.
Zaia, con la pragmaticità che solo un uomo del nord può dimostrare, ha le sue ragioni. Ma resto personalmente convinto del fatto che il panino del McDonald’s resti sempre, come sottolinea Fort, “un miscuglio diabolico di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga“, e che per difendere e promuovere il made in Italy ci siano altre opzioni, invece di mascherare la miscela di grassi statunitense con qualche fetta di parmigiano reggiano.
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Ho provato il Mc Italy. Il panino si presenta in una confezione tricolore, e riporta lo stemma della Repubblica Italiana e la scritta “Con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole”. Sono uno dei primissimo clienti, per cui il McItaly mi viene servito appena preparato, caldissimo e fragrante. La prima particolarità è la forma quadrata del pane, all’interno l’hamburger è invece il solito, con insalata verde, salsa ai carciofi ed una fetta di Asiago piuttosto sottile. Inaspettatamente la salsa ai carciofi è saporita ma non troppo salata, e si sposa bene con la carne. L’Asiago invece è un po’ una delusione, piuttosto insipido, sembra messo lì per caso. Anche il pane non è il massimo, molto somigliante ai pani industriali che si trovano imbustati al supermercato. Prendo anche un BigMac, per fare un confronto immediato (e perché uno non mi basta mai). Il pane è perfetto, morbidissimo, a all’assaggio si viene investiti dagli aromi tipici del McDonalds, la carne è la stessa, la sottiletta arancione insapore, ma la salsa ed i pickles risvegliano ricordi che risalgono all’infanzia. Conclusioni: non intendo entrare nel merito delle scelte del Ministero delle Politiche Agricole, ma la mia opinione è che queste contaminazioni non portano granchè. Si potrebbe fare facile ironia pensando a un Ministro francese che promuova pizze al camembert, o alla rivalsa di Barry Obama che impone spaghetti al pemmican… Sarà che per me certi odori e sapori riportano alla mente viaggi e compagnie, sarà che penso che “a ognuno l’arte sua”, ma io, le rare volte che andrò al Mac, continuerò a prendere il Big, o un Cheese.
__________________ The Megas Logothetes (Μέγας Λογοθέτης) was the head of the Byzantine bureaucracy during the middle era of the empire.
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E la cosa più bella è proprio smettere di andarci e lasciarsi alle spalle quel brutto passato..
Quindi confermi l'analisi di Altroconsumo dal punto di vista gastronomico?
Facevo riferimento ad Altroconsumo per il post linkato da Peval, ma l'hai trovato..
Sul parimento, penso che ritengano questi prodotti talmente scadenti che se uno prende -200 e l'altro prende -180 non è che faccia una gran differenza poi..
Facevo riferimento ad Altroconsumo per il post linkato da Peval, ma l'hai trovato..
Sul parimento, penso che ritengano questi prodotti talmente scadenti che se uno prende -200 e l'altro prende -180 non è che faccia una gran differenza poi..
Sulla qualità dei prodotti McDonalds ci sono molte cose da dire, anche positive, ad esempio il processo di preparazione, le attrezzature moderne, la catena del freddo ecc. sono di livello superiore alla media (non immagino di quanto superiori ai baracchini, automezzi e capanne varie). Se scegliamo di mangiare certe cose (SE possiamo scegliere) hamburger per hamburger in quella fascia di prezzo mi fido del Mac. In fasce di prezzo superiori, a volte di molto, c'è senz'altro di meglio. Infine per la quantità di sale, noi romagnoli divoratori di salumi, sottoli, acciughe e baccalà non siamo messi troppo bene.
__________________ The Megas Logothetes (Μέγας Λογοθέτης) was the head of the Byzantine bureaucracy during the middle era of the empire.
Sulla qualità dei prodotti McDonalds ci sono molte cose da dire, anche positive, ad esempio il processo di preparazione, le attrezzature moderne, la catena del freddo ecc. sono di livello superiore alla media (non immagino di quanto superiori ai baracchini, automezzi e capanne varie). Se scegliamo di mangiare certe cose (SE possiamo scegliere) hamburger per hamburger in quella fascia di prezzo mi fido del Mac. In fasce di prezzo superiori, a volte di molto, c'è senz'altro di meglio. Infine per la quantità di sale, noi romagnoli divoratori di salumi, sottoli, acciughe e baccalà non siamo messi troppo bene.
Io non salo mai, solo l'acqua per la pasta (davvero poco) e solo con certi sughi..Non mi piace coprire i sapori e gli aromi con la sapidità del sale..
Certo, paragonato a baracchini e capanne varie avranno senz'altro delle attrezzature moderne..Ma se devo mandar giù dei paninozzi americani vado all'America Graffiti o simili, alla fine per quello che mangio, come quantità/qualità in rapporto al prezzo, siamo a livello superiore al Mac..Oltretutto se la gente frequentasse questi posti ed evitasse come la peste i Mac proliferebbero più attività di un certo tipo ad un certo livello..Quando vado all'estero almeno un po' di alternative al mac, per chi vuole mangiare un panino al volo o simili ci sono, qua a Cesena o vai nei 2 Mc, o vai da MrBurger (che tra l'altro per gli universitari fa prezzi che al Mc li sogni) o devi andar fuori città (Forlì o Riccione) con tutto ciò che ne consegue..
Arriverò a Civitavecchia verso la fine di Maggio e vorrei andare a fare una visita a Roma ma non conosco una società di noleggio auto con conducente seria e affidabile, qualcuno mi può consigliare? grazie